New York una scommessa d’amore

Un viaggio sognato e risognato. La voglia di scoprire quell’America vista nei film, nei telefilm, letta sui libri e vista in fotografia. Partenza da Napoli, in 4, con scalo a Dublino, dopo 8 ore di viaggio atterriamo: aeroporto John-Fitzgerald Kennedy lì sotto ai nostri piedi, incantati dallo skyline notturno della grande mela. Un’emozione inspiegabile.

Ad attenderci lo shuttle che ci porterà in albergo l’Holiday Inn di Manhattan. Lasciate le valigie, dimentichiamo completamente il jat-lag, partiamo per vivere in nostri primi momenti newyorkesi; siamo in piedi da circa 16 ore (è tardino, ahimè), il volo è partito con tre ore di ritardo, ma l’adrenalina che ci scorre nelle vene non ci fa avvertire la stanchezza. L’Hotel si trova a pochi passi dal Theater District quindi siamo già nel cuore pulsante della città e di tutti i suoi stupendi grattacieli. Magnifico!! Camminiamo con il naso all’insù seguendo l’istinto, proseguendo sulla 42st all’incrocio con la Broadway ecco che ci appare Times Square. Quell’invasione di luci e colori è sorprendente, la gente ammassata in questo incrocio di vie è incredibile, in nessun altro posto della città è uguale, sei al centro del mondo. Ci sediamo sulla scalinata rossa di TKTS stanchi ma felici. Che dire, l’abbiamo amata talmente tanto che l’abbiam vista di giorno, di pomeriggio e ci siamo tornati ogni sera per farci travolgere da quel magnifico caos. Ti fermi a fare foto e video, ma sai che non esprimeranno mai tutto quello che senti. Andiamo a dormire carichi di meraviglia.

La mattina seguente dopo aver fatto colazione allo Starbucks adocchiato la sera prima , acquistiamo la New York City Pass presso un infopoint a Time Square (e dove, se no), che ci offre la possibilità di visitare le maggiori attrazioni della città con corsie preferenziali, quindi: Empire State Building, Statua della Libertà, American Museum of Natural History ecc.

Ma tornando aimg_0661l nostro tour, l’impatto con la città è incredibile non trovo più le parole, e mi sembra di stare sulle nuvole per i primi 20 minuti di camminata. Gli immensi negozi, gli interminabili grattacieli, Wall street, il via vai dei Taxi, le sirene della Police, i Led che illuminano a giorno le strade, il fumo che esce dai tombini, gli hot dog, la Cattedrale di St. Patrick e il suo stile Gotico nel bel mezzo della ricchezza e della modernità. I newyorkesi corrono sempre: vanno avanti e indietro con la loro valigetta o col loro zainetto, sono indifferenti a tutto quello che accade intorno, ma pronti ad aiutarti se ti vedono in difficoltà di fronte ad una cartina o incerto davanti alla mappa delle fermate.

img_2506Fermiamo un taxi per guadagnare tempo e provare il brivido di farsi scorrazzare per Manhattan ci facciamo accompagnare al Ponte più famoso di New York. Che dire? Ha sicuramente fascino e trasmette un senso di storia, di passato un simbolo dal quale abbiam ammirato lo Sky Line di Manhattan. Passeggiamo per la quinta strada la magica Fifth Avenue ammiriamo il World Trade Center restiamo in silenzio davanti al 9/11 Memorial: due fontane che occupano l’area delle Torri Gemelle sui bordi delle quali sono incisi i nomi delle vittime di quella tragedia che ha segnato il mondo intero.

«No day shall erase you from the memory of time»

                                  

Continuiamo fino a raggiungere il Rockefeller Center entriamo nell’imponente palazzo (al piano inferiore si trovano come sempre Starbucks e diversi negozietti di souvenir o abbigliamento) facciamo il biglietto per salire in cima al grattacielo The Top of the Rock. Pochi minuti di attesa e siamo in un ascensore spaziale, coloratissimo, e arriviamo in cima. Scegliamo un orario a cavallo tra luce e buio per goderci la vista diurna e notturna. Infatti, New York illuminata ci conquista col suo splendore, il buio pesto che cala a Central Park di fronte ai nostri occhi. L’Empire State Building alle nostre spalle che domina al centro della veduta. Time Square e il suo orologio che spunta tra i grattacieli. Il Chrysler, così immensamente elegante. Scesi dal Rockefeller si ritorna in albergo per rifocillarci e immergerci nella New York notturna. Nei giorni seguenti abbiam preso il battello ci siam diretti a Liberty Island ci siamo trovati a tu per tu col simbolo dell’intero U.S.A. La statua della libertà vista da vicino è tutt’altra cosa, non c’è più il panorama a fare da sfondo, sei tu e lei. L’effetto della salsedine sul ferro, che l’ha resa verde sembra fatto apposta, quegli occhi che prima erano così lontani ora sono vicini, perfetti, si riesce a vedere quel dolce volto e i capelli raccolti è qualcosa che ti lascia senza fiato!

img_1232Tornati sulla terra ferma dopo esserci rifocillati con un paio di Hot dog a testa presso uno dei tanti venditori ambulanti sparsi per la città fermiamo un taxi e ci facciamo portare in uno dei luoghi più belli ed immensi della città, il polmone verde di Manhattan, Central Park. noi in un pomeriggio ne abbiamo visto un terzo non potevamo perderci lo Strawberry Field, l’omaggio che Yoko Ono ha dedicato a John Lennon con la scritta Immagine tra i fiori. Si è fatta quasi sera è ora di raggiungere la nostra ultima tappa della giornata, uno dei simboli indiscussi di New York cornice ufficiale dei tanti film che hanno fatto la storia del cinema. Saliamo sull’Empire State Building, la salita sull’ascensore neanche si sente, 84 piani in meno di un minuto. La vista dalla cima è spettacolare, abbiam di nuovo tutta Manhattan ai nostri piedi, abbiam ammirato il tramonto sulla Big Apple col cielo che acquisiva sfumature arancioni e rosate che si posavano su quell’isola così attraente e frenetica. Bellissimi momenti.

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Terminato il tramonto concludiamo col Flatairon Building il primo grattacielo costruito a New York si trova all’incrocio con la Broadway caratterizzato dalla sua forma a ferro di cavallo. E vi dirò è uno dei palazzi che più mi sono piaciuti a New York. Solo 20 piani ma sicuro di stile. La prima volta a New York è come una cicatrice che sai che ti resterà sulla pelle. Che brucia di vivo mentre punti il naso all’insù a voler scorgere la magia di un cielo di acciaio e vetro che sembra d’improvviso verticale. E verticale è l’orizzonte. E verticali sono i pensieri, pronti a volare dal basso verso l’alto.

E così, d’improvviso, ti senti pronto per cominciare. O, meglio ancora, ricominciare. Ricominciare a sognare.

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Una risposta a "New York una scommessa d’amore"

  1. la tua emozione alla scoperta di questa particolare città ttapela da ogni riga di questo articolo e lascia a chi legge la voglia di tornarci per chi già è stato e per chi no quella di visitarla al più presto !

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